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Recentemente 8 associazioni animaliste dell’Alto Adige hanno stilato un memorandum comune, che è stato consegnato oggi alla Giunta provinciale di Bolzano. Il memorandum contiene varie richieste attinenti alla protezione degli animali in Alto Adige nonché al suo finanziamento da parte della Provincia. Le associazioni auspicano che la Giunta provinciale tenga conto delle esigenze evidenziate, adottando una delibera in tal senso entro la fine dell’anno in corso. In caso contrario, a partire dal 1° gennaio 2017 alle associazioni animaliste non rimarrebbe altro da fare che limitare il proprio operato alle pubbliche relazioni. Per poter continuare a lavorare e a pianificare le proprie attività, infatti, le associazioni hanno bisogno di certezza e, soprattutto, di soluzioni attuabili. Il memorandum è stato sottoscritto dai rappresentanti dell’associazione amici Animali altoatesini, dell’Associazione Protezione animali Alta Pusteria, dell’Iniziativa per i diritti animali Alto Adige, dell’Associazione Protezione animali Brunico-Val Badia, delle associazioni che gestiscono rispettivamente il rifugio per animali di Vandoies di sopra e quello di Naturno nonché dell’Associazione Protezione animali Castelchiaro e dell’Associazione Protezione Animali Oltradige - Bassa Atesina.

A spingere a questa decisione le associazioni animaliste, che per anni hanno cercato il dialogo con le autorità competenti e con i rappresentanti politici a ogni livello, è stato il fatto che tutte le fatiche si sono rivelate inutili e che la situazione va continuamente peggiorando. «Di fatto,» spiegano Walter Pichler dell’associazione amici Animali altoatesini e Roland Aufderklamm dell’Associazione Protezione Animali Oltradige - Bassa Atesina, «nessuna associazione riceverà mai più un euro di contributo se non ci metterà più del doppio di tasca propria. Questo decreta la fine delle associazioni di protezione animale. Alla lunga le associazioni sono destinate a dissanguarsi, considerato che anche gli introiti dalle offerte sono sempre più esigui. Quello della protezione degli animali e del loro benessere è un tema che riguarda la società intera. Dovrebbero finalmente rendersene conto anche i responsabili delle decisioni politiche della nostra provincia. È ora che le associazioni, che fungono da partner e da supporto delle autorità, vengano prese sul serio e trattate come tali», aggiungono Pichler e Aufderklamm. I due hanno contribuito in veste di coordinatori alla stesura del memorandum con il quale le associazioni firmatarie chiedono alla Giunta provinciale i seguenti provvedimenti.

Riorganizzazione e assunzione del 100% delle spese

Le associazioni reclamano una radicale riorganizzazione del Servizio veterinario provinciale e del Servizio veterinario aziendale, da attuarsi in collaborazione con le stesse associazioni firmatarie. In particolare, chiedono che alle associazioni di protezione degli animali, che operano a titolo onorifico a favore del benessere animale, venga riconosciuto il rimborso totale delle spese. L’assunzione della totalità delle spese da parte della Provincia va estesa anche al rifugio per animali di Naturno e a quello di Vandoies di sopra. Si tratta di spese per prestazioni veterinarie che includono la sterilizzazione ovvero la castrazione di gatti randagi e trattamenti in genere, anche di emergenza, oltre che di spese per l’acquisto di materiale medico e sanitario, lettiere e materiale di consumo nonché mangime per rimettere in forze e curare gli animali. Le spese riguardano, inoltre, la cura di colonie feline, i viaggi legati alla cattura di gatti trovatelli e di gatti randagi ai fini della castrazione, l’assicurazione e gli interventi delle guardie zoofile, l’assicurazione dei volontari che operano nel rifugio per animali dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, l’acquisto, la riparazione e la manutenzione di dispositivi mobili, ivi compresi quelli per la cattura e il trasporto degli animali (es. ceste, trappole, gabbie per anestesia). In più, deve essere accordato all’associazione un ulteriore importo, pari al 20% del suo bilancio, per il mantenimento della struttura sociale e per esigenze amministrative (elaborazione dati, stampante, fax, fotocopiatrice, stampati, cancelleria, assicurazione di responsabilità civile e di tutela legale per i soci, onorari commercialista, locazione del magazzino per il deposito del mangime e delle attrezzature, ecc.), oltre ad un importo aggiuntivo, pari al 15% del suo bilancio, per attività di pubbliche relazioni (materiale informativo riguardante la tenuta e il trattamento degli animali, conferenze e manifestazioni informative, presentazioni nelle scuole, ecc.).

Ottimizzazione dell’organizzazione delle guardie zoofile

Viene chiesto anche uno sviluppo dell’organizzazione delle guardie zoofile, che deve essere ottimizzata. In dettaglio ciò significa che vanno tenuti dei corsi di formazione per le nuove guardie zoofile volontarie, le cui competenze devono essere estese alla prevenzione delle violazioni delle disposizioni generali e locali in materia di protezione degli animali e della fauna. Oltre agli animali da compagnia, quindi, devono rientrare nelle loro competenze i trasporti animali, le aste, i macelli, i mercati, ecc. Alle guardie zoofile volontarie, inoltre deve essere consentito l’accesso all’anagrafe canina. In altre parole, esse devono essere dotate dell’attrezzatura necessaria.

Retroscena

Il 1° luglio 2014 la Giunta provinciale ha adottato una delibera con la quale ha rimesso nelle mani dei capi ufficio il potere esecutivo in materia di benessere animale. «Questi funzionari», sostengono i sottoscrittori del memorandum, «operano spesso a propria discrezione; almeno nel campo della protezione degli animali, in ogni caso, sembra che le cose stiano proprio così.» Per la protezione degli animali in Alto Adige le conseguenze sono disastrose. Con una delibera del responsabile del Servizio veterinario provinciale sono state di punto in bianco modificate le direttive per la concessione di contributi alle associazioni di volontariato: in sostanza, non vengono più erogati nemmeno quei pochi contributi ancora previsti. Il provvedimento è poi stato revocato per l’anno in corso, ma il relativo comunicato lascia spazio a vari fraintendimenti e fa sorgere molte domande. La prima è questa: che ne sarà dei contributi nel 2017? Oltre tutto, continuano ad esserci problemi per quanto riguarda la collaborazione con i servizi competenti. Ad esempio, 2 anni fa l’ufficio addetto, con un provvedimento discutibile, cercò di “togliere la terra sotto i piedi” al rifugio per animali di Vandoies di sopra. Il che, alla fine, non è riuscito. Il rifugio per animali di Vandoies di sopra, realizzato al 100% con fondi privati, è probabilmente il migliore che ci sia in Italia e uno dei più belli in Europa, almeno per quanto riguarda lo standard: un fiore all’occhiello per l’Alto Adige.

Informazioni / contatti con i media

Amici Animali altoatesini

Via Dott. Hillebrandt, 5

39010 San Martino/Pass.

Presidente: Walter Pichler

Tel. +39 345 1206059

E-mail: info [at] tierfreunde [dot] it

www.amicianimalialtoatesini.it

Associazione Protezione Animali Oltradige - Bassa Atesina

Presidente: Roland Aufderklamm

Tel. 339 6893577